mercoledì 18 giugno 2008

Lavoriamo lavoriamo

Ci sentiamo spesso dire che siamo sempre in giro da quando siamo in Cambogia. Si é vero, andiamo a scoprire posti nuovi e vi raccontiamo solo di quello. Ma se faccio un confronto di quando stavamo in Svizzera, siamo molto più spesso a casa adesso che prima. In settimana lavoriamo e non usciamo molto, il weekend lo sfruttiamo per scoprire quello che ci sta attorno, a cominciare da Phnom Penh, le province, la Cambogia, le nazioni confinanti, l'Aisa insomma. Abbiamo comunque un routine lavorativa:
In un giorno normale la sveglia suona alle 7 e la prima cosa che faccio cerco di svegliare la Gio. Impresa non facile, da quando siamo qua ha un sonno molto profondo e ci metto un po' ad attivarsi. Se non lo faccio siamo sempre in ritardo per il tuk tuk della nostra collega Laura che ci aspetta davanti a casa. Quindi preparo me e la colazione, sempre con un'occhio sulla Gio che non perde tempo in qualcosa (guardare i pesce, sognare davanti alla tazze del caffè, riadormentearsi...). Una volta pronti, partiamo con il pranzo preparato la sera prima per le strade affollati di Phnom Penh e vi garantisco se non siete ancora svegli, questo viaggio vi renderà molto arzilli... Succede sempre qualcosa e c'é sempre qualcosa da vedere...
Una volta arrivati al lavoro, ognuno sparisce nel suo ufficio fino a mezzogiorno. Poi vediamo con gli altri colleghi cosa fanno per pranzo, se devono ordinare da un qualche servizio a domicilio o se hanno portato qualcosa. Noi cerchiamo di evitare di ordinare, per un motivo di costo e per mangiare sano. Dopo circa mezz'ora ritorniamo a lavorare e non smettiamo quasi mai prima delle sei. A volte mi capita di continuare a lavorare a casa dopo cena. A quest'ora sta diventando buio
e il tuk tuk ci riporta a casa (a volte ci fermiamo al supermercato) dove cominciamo a preparare la cena. In settimana non usciamo quasi mai fuori a cena, magari quella volta che nessuna ha voglia di cucinare, andiamo al Cafè Korner, che si trova giustamente dietro l'angolo. Dopo mangiato ci dedichiamo alla faccende di casa o guardiamo un po la tele. In genere verso le dieci ci muoviamo verso la camere da letto, dove per concludere la giornata ci guardiamo almeno una puntata di Friends. Io resisto al massimo a 1.5 puntate...
Il venerdi é più variato, perché c'é sempre qualche evento, un apero, una cena, un compleanno. E al weekend facciamo quello che si fa in tutto il mondo: ci si riposa!

domenica 15 giugno 2008

L'acquario

Dal nostro ritorno da Hong Kong abbiamo dei nuovi amici che condividono il nostro appartamento. Non occupano tanto spazio, ma in compenso ricevono tante attenzioni, soprattutto dalla Gio.Il loro viaggio fino a Phnom Penh è stato un po’ un’avventura e forse anche un po’ osato. Ma ora sono qua e dei 14 pesciolini che abbiamo preso, 9 sono sopravissuti.


Torniamo ad Hong Kong, in quel giorno che abbiamo scoperto il Goldfish market. Siamo rimasti molto affascinati dalla varietà di pesci che c’erano e dal costo basso. Abbiamo pensato fino al giorno della nostra partenza se prenderli o no, ci rimaneva sempre il dubbio come trasportarli. Trasportali con noi come bagaglio a mano era proibito. Per prima cosa stavamo trasportando del liquido superiore a 100 ml. Ci faceva ridere l’idea che al controllo di sicurezza gli agenti potevano pensare che il liquido poteva essere dell’esplosivo e in più ci nuotava dentro un pesce!!! Secondo è proibito il trasporto di piccoli animali. Quindi ci rimaneva solo il bagaglio da spedire. Visto che dovevamo comperare anche un acquario, potevamo sfruttare lo spazio che c’era all’interno.
La domenica della nostra partenza, sulla strada per l’aeroporto, ci fermiamo quindi di nuovo al Goldfish market, comperiamo i pesciolini (4 gupy, 2 triangoli e 8 pesci rossi) e ce li danno in sacchetti di plastica rassicurandoci che sopravvivono per 24 ore.








Il prossimo acquisto è un acquario con tanto di filtro e luce. Nel negozio sono cosi gentili da darcelo nella scatola originale e dentro ci mettono anche i nostri sacchetti di plastica. Sono ca le ore 13 e la scatola viene chiusa dal commesso.




Prima con del nastro adesivo e poi un capolavoro di corda attorno con comodo manico. Un’ora dopo ci presentiamo al check-in e chiediamo di spedire il nostro pacco come fragile. La signorina lo metto in un contenitore particolare e ci ficca su diversi auto collanti rossi con la scritta “fragile”. Non ci chiede altro e ci consegna il boarding pass. Durante il volo i nostri pensieri sono sempre rivolti ai pesciolini. Di solito nel bagagliaio è freddo, molto freddo. Avranno abbastanza aria? E l’altitudine? No possiamo fare niente che aspettare l’arrivo a casa. All’aeroporto il pacco arriva subito ed ancora tutto intero, senza segni di essere stato schiacciato o aperto. Ci rimane l’ultimo ostacolo, forse la parte più facile, la dogana cambogiana… Infatti ci fanno passare senza chiedere niente, usciamo e prendiamo un tuk tuk per andare a casa. Apriamo il pacco e guarda li, sono tutti vivi e soprattutto vispi.Prepariamo l’acquario e lasciamo scoprire ai nuovi amici la loro nuova casa.



La Gio è molto presa e rimane incollato al vetro come un piccolo bambina per un bel po’ di tempo. Poi comincia a farmi mille domande: ma quanto mangiano? ogni quanto? dici che ne devo dare ancora un po’? tu quando avevi i pesci quanto ne davi? ma andranno d’accordo tra i diversi tipi? perché quelli stanno sempre in superficie? e quelli sul fondo? ma non hanno bisogno delle piante? e la sabbia? ogni quanto bisogna pulirlo? e cosi via…E poi dice che ero io che li volevo, a Hong Kong mi brillavano gli occhi e non poteva dire di no. Ora la prima cosa che fa quando ci alziamo e arriviamo a casa è di controllare i pesci se stanno bene. Credo che ha già pensato ai nomi da darli…
Purtroppo durante questa prima settimana 5 non ce l’hanno fatto. Sono delicati e sensibili ai cambianti d’ambiente. Forse è anche l’acqua cambogiana. Speriamo bene…





4 Ti-cinesi ad Hong Kong

Siete curiosi di sapere com'e' andata ad Hong Kong eh?

Dopo tanto girovagare finalmente un week-end tranquillo per aggiornare il blog.

Avevamo solo 3 obiettivi ad Hong Kong: 1) fare festa con i nostri amici, 2) mangiare il piu possibile europeo e 3) fare ancora un po di shopping (io volevo il caffe per la mocca e delle cuffie per il pc, mentre il Jörg un flash, e altre cosettine tecnologiche)

Arriviamo ad Hong Kong mercoledì sera e ci guardiamo un po’ in giro per vedere se il Pat era riuscito a venirci a prendere. Piccolo particolare in quel momento solo lui sapeva come arrivare all’albergo e nessuno aveva un telefono funzionante. Cosa fare? Cerchiamo un internet cafè per trovare l’e-mail che aveva scritto il pat e riusciamo almeno ad avere l’indirizzo dell’albergo e circa come arrivarci. Ci mettiamo un attimo a capire come uscire dall’aeroporto e trovare il bus giusto, ma mentre ci dirigiamo verso l’uscita arriva correndo il Pat. Come ha fatto non lo so, eppure l’aeroporto non è piccolo. Per fortuna era con noi altrimenti l’albergo, o meglio la pseudo guesthouse non l’avremmo mai trovata da soli. Infatti si tratta di un grande e vecchio stabile nel quale sotto c’è una specie di bazar dove vendono di tutto da vestiti cinesi a oggetti piu osé. L’entrata era impossibile da vedere anche il Pat ha dovuto chiedere. Nella strada un sacco di indiani che ti si avvicinano chidendoti "copy watch", quasi come se stessero vendendo chissa che cosa.



Questo e il cortile interno dello stabile



Come potete vedere non era un granche' ma le camere anche se piccole erano pulite. Il bagno era cosi minuscolo che potevi fare la doccia mentre eri sul trono e se giravi la testa a destra potevi anche lavarti i denti!!

Sulla piccola guida che abbiamo comperato c'era scritto che Hong Kong e' una citta pazza, caotica piena di gente frenetica, ma a noi non ci e' sembrata particolarmente caotica. Sara' forse che siamo gia abituati alla frenesia asiatica. Nei metro' vedi ancora l'eredita' inglese, tutti in colonna sulla destra sulle scale mobili, per entrare nel metro rimani ai lati in modo da lasciare uscire le persone in mezzo. Per non sbaglairti ci sono cartelli d'appertutto, "non spingere", "non avere fretta", e come se non bastasse il metro, le scale mobili parlano e ti dicono cosa fare.

Hong Kong e' divisa in due da un canale, una parte e' piu commerciale, dove trovi le grandi banche e i grattacieli, l'altra, dove stavamo noi, e' un po piu "sedinziale". Da una parte all'altra ti sposti mezzi pubblici, taxi, metro, e bus. I mezzi pubblici sono efficentissimi.

Peccato per il tempo ha piovuto praticamente tutto il tempo, e non solo fuori, anche in stanza ci e' entrata acqua e chiaramente sopra il natel del Jörg (oramai tutti i suoi natel hanno una forte attrazione con l'acqua).

Vi lascio vedere un po' di foto, fatte mentre il pat andava a prendere la sua dolce meta all'aeroporto.










Un negozietto per chi vuole curarsi con la medicina cinese. Coda di squalo, gechi, coda di rospo, e altro ancora, tutto secco per curare i vostri malesseri.


Ro&Pat finalemente riuniti:


Venerdi', piove e piove, cosa si fa? Dopo aver fatto colazione in una specie di tea room, dove il Pat e' riuscito a mangiare una brioche ai maccheroni, decidiamo di separarci, mentre gli uomini facevano shopping di informatica le donzelle, grandi intenditrici di arte e cultura pensavano di andare a visitare il museo dell'arte, dove c'erano esposti vasi cinesi. Le intenzioni erano buone, ma il problema era che per arrivare al museo abbiamo dovuto attraversare un lunghissimo grande magazzino, anche perche' cosi eravamo al riparo della pioggia, e camminare e guardare le vetrine era molto stancante. Inoltre andava considerato anche il jetlag della Romina, quindi alla fine le uniche ceramiche che abbiamo visto erano le tazze del the di uno Starbucks, vicino al museo. Dopo qualche ora raggiungiamo i ragazzi, in un bar messicano, nel quale dopo si terra' l'assemblea. Anche gli uomini non hanno avuto molto fortuna con lo shopping.

L'assemblea e' stata veramente faticosa, avevamo diverse trattande, e parlare mette sete cosi ci siamo dovuti bere ben 6 brocche di margarita in 4. Ci saremmo fermati anche a cinque ma un furbetto, il Jörg, ha chiesto quanti ne dovevamo bere per averne uno gratis, quindi dopo cinque ne abbiamo ricevuto un sesto a gratis, che chiaramete facevamo fatica a finire. La nostra eccezionale segretaria ha verbalizzato tutto. I lavori assembleari sono finiti verso mezzanotte e per rilassarci della faticosa riunione siamo andati in una specie di discoteca, pub, nel quale suonavano rock dal vivo. Si alternavano due gruppi, chiaramente di filippini, sembra che abbiano un talento particolare per la musica. In effetti erano bravissimi.



Il giorno dopo eravamo un po' provati ma dopo un piatto di pasta e una coca, io e Jörg, mentre i piccioncini riposavano, decidiamo di vedere qualcosa in piu' della citta. Andiamo in un quartiere dove si trovano diversi mercati, tra cui quello dei pesci rossi, che il Jörg ci teneva a vedere.



Alla sera abbiamo incontrato una coppia di svizzeri amici della Ro che abitano ad Hong Kong da due anni. Per raggiungere la loro abitazione che si trova a meta' di una collina abbiamo utilizzato una scala mobile lunga 800 m., ci abbiamo impiegato 20 minuti. Il quartiere e' decisamente piu turistico, i locali sono molto carini e particolari e frequentati praticamente solo da occidentali. Mangiamo una pizza niente male ma ci spostiamo nel quartiere dove eravamo stati la sera prima, per vedere piu tardi a mezzanotte la partita Svizzera-Cecoslovacchia, in un locale pieno di svizzeri e tre grandi schermi. Grande tifo, e grande delusione per quel stupido goal....

Mentre le donne fanno il tifo gli uomini erano al bar a bere.....


Hong Kong di notte:



Stranezze:

Sala matrimoniale all'interno di un grande magazzino, con un arredamento molto sobrio...che peccato che siamo gia sposati.


E' vietato fumare all'APERTO...ma si puo fumare nei locali pubblici.

La ricezione dell'albergo:


(Prima o poi dovremmo aprire un post solo per le stranezze asiatiche, se ci mettiamo inoltre quelle del Pat e la Ro)

Domenica, ormai la vacanza e' finita sigh. Ma e' stato veramente un bello stare con il Pat e la Ro, e speriamo di poterci rivedere presto.

Gli obiettivi sono stati raggiunti: 1) ci siamo divertiti un sacco, 2) abbiamo mangiato pasta e pizza e 3) abbiamo fatto shopping ma non di vestiti o di gadget tecnologici....il Jörg dopo vi spiega cosa abbiamo comperato perche' merita un capitolo a parte.

Un weekend al mare

Tutti al mare tutti al mare a mostrar le chiappe chiareeee....

La gita non era in programma visto che il week-end dopo saremmo andati ad Hong Kong ma altri due colleghi, di cui uno, Luca ci teneva fare sub con noi , ci siamo fatti convincere.

Quindi sabato mattina alle 6.30 si parte con un taxi diretto alle spiaggie di Sihanouk ville, con Luca. Leila e la nuova stagista Amy appena arrivata dagli stati uniti, erano gia la dal venerdi’. Il viaggio dura 3.5 ore. La citta’ ha una parte verso il mare, con ancora poche infrastrutture turistiche molto spartane. Sembra un villaggio per giovani viaggiatori “sacco in spalla”. Ci sono diverse spiaggie ma non tenute benissimo. Il turismo si sta sviluppando quindi credo che nei prossimi anni cambiera’ molto.

Come arriviamo cerchiamo una guesthouse o bungalow preferibilmente con vista mare. Non avevo molte pretese per una notte poi, l’unica cosa importante era la pulizia e la tranquillita’ visto che l’indomani avremmo dovuto alzarci presto per andare a fare sub. Putroppo i bungalow che sembravano non cadere a pezzi erano pieni, troviamo delle camere a 8$ che se uscivi dalla stanza vedevi un tetto in lamiere e un po’ di mare. Se non altro sentivi il rumore del mare. La camera non era proprio un lusso ma per una notte poteva andare. Dopo pranzo torniamo in camera per cambiarci e mettere il costume e vedo andando in bagno che la parete e il tetto c’erano diverse ragnatele, “eh va be’ non facciamo la schizzinosa” ho pensato, mi giro e vedo dei piccoli escrementi dietro il gabinetto, dove si tira l’acqua. Che schifo, ma ho voluto pensare che erano cacche di geko e visto che i geko mi sono simpatici non ho fatto molte storie. Avevo solo voglia di spamparanzarmi in spiaggia, non di cercare una nuova stanza.

Abbiamo passato il pomeriggio in spiaggia continuando a dire no no no! No, non voglio un massaggio, no non voglio comperare braccialetti, no non voglio darti soldi anche se mi fai pena, no non voglio comperare frutta, no non voglio una manicure o pedicure e...aaah no non voglio che depilate mio maritoooo!!!! All’inizio non capivo cosa volevano poi ho visto che una signora si faceva depilare praticamente con dei fili nel quale sembra che incastrano il pelo e lo strappano. A parte il sistema strano la cosa assurda e’ che chiedono anche agli uomini, per avere la pelle bella bianca dicevano. E’ vero che gli asiatici non hanno peli ma e’ anche vero che molti uomini sembrano bambini. Piccoli e senza peli, non e’ proprio il mio tipo di uomo.



Ho pensato quindi di cercare un po’ di tranquillita’ nelle calde acque del mare. Ma ho pensato male, perche’ in mare non era piu tranquillo anzi rischiavi di essere investita da una barca o una moto d’aqua che si divertiva a fare zig zag tra i bagnanti. Non solo il traffico terrestre e’ assurdo in cambogia ma anche quello marino.


Arriva la sera e a cena siamo in sette, noi due, Luca, Leila, Amy, una cinese agitata e una giornalista canadese incontrate in spiaggia.



Drink sulla spiaggia a lume di candela in un bar proprio vicino alla nostra camera.....


Dormito poco perche’ la stanza non era affatto tranquilla come sperato, hanno fatto musica fino a tardi e inoltre vista la poca pulizia del posto avevo dormito sopra un mio pareo ed avevo paura che durante la notte mi fossi girata toccando le loro lenzuola!

Domenica mattina presto ci alziamo per andare a fare sub in un isola vicino. La barca e’ sullo stile del posto...un po’ un catorcio, ma la sensazione di essere in barca e’ sembre bella. Mi sembra proprio di essere in vacanza...il mare turchese, le isolette verdi e il cielo blu.
L’escursione dura tutto il giorno e facciamo due immersioni. Mi mancavano I fondali marini. Qui I pesci erano piu’ difficili da trovare che nel mar rosso o alle maldive...dovevi infilare la testa sotto I sassi, nelle fessure dove si rifugiano I pesci piu grossi. Non so’ come faceva a vederli la guida, io ne ho visti la meta’ di quelli che mi indicava, anche perche’ non mi mettevo a fare tutte le acrobazie che faceva lei mettendo le mani dappertutto. Nell’immersione del pomeriggio abbiamo cercato I cavallucci marini. Ragazzi che caccia al tesoro, e’ come cercare un granello di sabbia. Infatti hanno lo stesso colore della sabbia. Ne abbiamo trovati due attorcigliati ad una specie di riccio di mare.


Torniamo a riva, sgranocchiamo qualcosa e aspettiamo il taxi. Siccome si era aggiunta all’ultimo momento l’americana ed era venuta anche lei in barca con noi non ha potuto prendere il bus per il ritorno, quindi nel taxi eravamo in 5 piu l’aiutista. Il problema era che Emy e’ gigante, Leila non e’ da meno, poi c’e’ il Joerg che nemmeno e’ piccolo. Di solito qui in Cambogia paghi 10$ un semi-posto in taxi per una tratta lunga. Significa che di solito nei taxi ci sono 8 persone, 4 davanti e 4 dietro. Se vuoi un posto intero devi pagare il doppio, chiaro no? Cerchiamo quindi di adattarci ai usi e costumi cambogiani, io mi metto davanti tra il guidatore e il joerg, praticamente sul cambio (per fortuna e’ automatico), cosi che ogni volta che frenava un po bruscamente cambiavo marcia. Il Joerg non ci stava con la testa ed ha dovuto straiare un po’ il sedile incastrando il povero Luca schiacciato ai lati dalle donnone. E’ stato un viaggio abbastanza duro e pericoloso. Le strade chiaramente sono completamente al buio, piene di buchi e cammion che sbucano in contromano. Ma la cosa piu pericolosa e’ che molti girano senza luci o con qualche cosa simile alle luci ma di colore rosa o blu. Si dice che non accendono le luci perche’ poi pensano che gli spriti li trovano e li inseguono fino a casa!!! Per fortuna il nostro autista ha dei buoni riflessi altrimenti a quest’ora non ero piu qui a raccontarlo.

Ah dimenticavo di dirvi, avete capito chi era il misterioso animale che avevamo ospitato nella nostra stanza e utilizzato improriamente il nostro bagno? Un ratto! Mi e’ stato confessato dal Jörg solo il giorno dopo perche’ lui li ha visti fare avanti indietro dalla guesthouse la sera prima, e non me l’ha voluto dire chiaramente.

Comunque a parte I topi, le depilatrici di uomini, e un viaggio di ritorno poco eccitante sono felice di essere stata al mare. Mi sembrava di essere stata via una settimana. Ci ritorneremo sicuramente per una escursione di due giorni in barca dopo il periodo delle pioggie.

giovedì 12 giugno 2008

Ci siamo ancora!

E' un po' che non scriviamo sul blog, ci manca un po' il tempo. In settimana si lavora e alla sera siamo sempre cotti. E i week end non li usiamo per riposarci, siamo sempre in giro... Ma non preoccupatevi questo fine settimana restiamo a casa e ci dedichiamo a scrivere le nostre avventure. C'é tanto da raccontare: il corso di salsa, un weekend al mare, uno a Hong Kong e i nostri nuovi 13 amici.

Stay tuned!

domenica 1 giugno 2008

Bailando la salsa

Non ho cambiato nazione, sono sempre in Cambogia!

Siccome ho rinunciato alle danze cambogiane, troppo crudele per le mie mani (vedi foto) e sinceramente mi sembra un po' noiosa.






Mi sono data alla salsa. Le lezioni si tengono in un locale chiamato living room con un insegnante credo sudamericano, di certo non cambogiano, molto bravo. Chiaramente ci vado con le mie colleghe perche' il joerg a solo nominare il verbo ballare fa di quelle smorfie. Ho calpestato almeno 10 volte i piedi ai vicini che poi hanno ricambiato il favore (ci vogliono le scarpe rinforzate della SUVA), ma è stato diverte ed ho gia' imparato diversi passi. La prima volta ho ballato con un ragazzo che poverino era un po' frustrato perche' non riusciva a farmi fare quello che voleva lui. L'insegnante ha dovuto insegnarmi a lasciarmi guidare. Ma con lui e' tutta un'altra cosa, diventa tutto piu naturale e mi fa girare come una trottola senza che me accorgo. Va be' ne ho ti tempo per imparare, poi vedrai Max che balletti possiamo fare insieme.

giovedì 22 maggio 2008

In giro in macchina

Dopo un mese di attesa mi è arrivata finalmente la patente cambogiana. Niente di spettacolare, è una tessera come la nostra, con le stesse categorie ed informazioni, costo 25 dollari per 6 mesi. La macchina l’abbiamo a disposizione dall’organizzazione, qualcuno che aveva lavorato qua l’ha regalata prima di partire. Ho potuto studiare il traffico qua a Phnom Penh per un mese e capire come bisogna comportarsi. Le regole sono molto semplice:

  • Più grande è l’auto che hai, più potere hai. Gli altri si spostano.
  • I motorini sono tanti, ma si spostano tutti davanti a una macchina. Quindi non avere paura quando esci da un strada secondaria, i motorini si fermano per lasciarti uscire
  • Suonare il claxon significa: attenzione arrivo io, spostati . E’ usato particolarmente agli incroci per avvertire che non ci si ferma
  • Agli incroci senza semafori, fermati o rallenta. C’è sempre qualche motorino che viene sparato
  • Non andare più veloce di 40 km/h
  • Nelle strade con due corsie, le macchine stanno sulla sinistra, tutto il resto a destra
  • Attenzione ai sensi unici, non sono marcati, ma lo capisci quando ti ferma un polino e ti chiede 10 dollari
  • Mai dare la patente in mano a un poliziotto, se la potrebbe tenere
  • In caso di incidente, chiama l’assicurazione. Parlano loro con la polizia per vedere chi ha ragione
  • Quando parcheggi in strada, lascia fuori la marcia. Te la spostano se hanno bisogno quel spazio

Quindi il venerdì sera dopo il lavoro ho preso la macchina per il weekend. Avevamo giusto bisogno di andare in diversi posti per comperare alcune cosine. E’ andato tutto bene a parte 2 multe per senso unico :-(