domenica 15 giugno 2008

L'acquario

Dal nostro ritorno da Hong Kong abbiamo dei nuovi amici che condividono il nostro appartamento. Non occupano tanto spazio, ma in compenso ricevono tante attenzioni, soprattutto dalla Gio.Il loro viaggio fino a Phnom Penh è stato un po’ un’avventura e forse anche un po’ osato. Ma ora sono qua e dei 14 pesciolini che abbiamo preso, 9 sono sopravissuti.


Torniamo ad Hong Kong, in quel giorno che abbiamo scoperto il Goldfish market. Siamo rimasti molto affascinati dalla varietà di pesci che c’erano e dal costo basso. Abbiamo pensato fino al giorno della nostra partenza se prenderli o no, ci rimaneva sempre il dubbio come trasportarli. Trasportali con noi come bagaglio a mano era proibito. Per prima cosa stavamo trasportando del liquido superiore a 100 ml. Ci faceva ridere l’idea che al controllo di sicurezza gli agenti potevano pensare che il liquido poteva essere dell’esplosivo e in più ci nuotava dentro un pesce!!! Secondo è proibito il trasporto di piccoli animali. Quindi ci rimaneva solo il bagaglio da spedire. Visto che dovevamo comperare anche un acquario, potevamo sfruttare lo spazio che c’era all’interno.
La domenica della nostra partenza, sulla strada per l’aeroporto, ci fermiamo quindi di nuovo al Goldfish market, comperiamo i pesciolini (4 gupy, 2 triangoli e 8 pesci rossi) e ce li danno in sacchetti di plastica rassicurandoci che sopravvivono per 24 ore.








Il prossimo acquisto è un acquario con tanto di filtro e luce. Nel negozio sono cosi gentili da darcelo nella scatola originale e dentro ci mettono anche i nostri sacchetti di plastica. Sono ca le ore 13 e la scatola viene chiusa dal commesso.




Prima con del nastro adesivo e poi un capolavoro di corda attorno con comodo manico. Un’ora dopo ci presentiamo al check-in e chiediamo di spedire il nostro pacco come fragile. La signorina lo metto in un contenitore particolare e ci ficca su diversi auto collanti rossi con la scritta “fragile”. Non ci chiede altro e ci consegna il boarding pass. Durante il volo i nostri pensieri sono sempre rivolti ai pesciolini. Di solito nel bagagliaio è freddo, molto freddo. Avranno abbastanza aria? E l’altitudine? No possiamo fare niente che aspettare l’arrivo a casa. All’aeroporto il pacco arriva subito ed ancora tutto intero, senza segni di essere stato schiacciato o aperto. Ci rimane l’ultimo ostacolo, forse la parte più facile, la dogana cambogiana… Infatti ci fanno passare senza chiedere niente, usciamo e prendiamo un tuk tuk per andare a casa. Apriamo il pacco e guarda li, sono tutti vivi e soprattutto vispi.Prepariamo l’acquario e lasciamo scoprire ai nuovi amici la loro nuova casa.



La Gio è molto presa e rimane incollato al vetro come un piccolo bambina per un bel po’ di tempo. Poi comincia a farmi mille domande: ma quanto mangiano? ogni quanto? dici che ne devo dare ancora un po’? tu quando avevi i pesci quanto ne davi? ma andranno d’accordo tra i diversi tipi? perché quelli stanno sempre in superficie? e quelli sul fondo? ma non hanno bisogno delle piante? e la sabbia? ogni quanto bisogna pulirlo? e cosi via…E poi dice che ero io che li volevo, a Hong Kong mi brillavano gli occhi e non poteva dire di no. Ora la prima cosa che fa quando ci alziamo e arriviamo a casa è di controllare i pesci se stanno bene. Credo che ha già pensato ai nomi da darli…
Purtroppo durante questa prima settimana 5 non ce l’hanno fatto. Sono delicati e sensibili ai cambianti d’ambiente. Forse è anche l’acqua cambogiana. Speriamo bene…





2 commenti:

Giovanna ha detto...

io mi diverto con il pesci e il Joerg con il photoshop. :)

Jörg ha detto...

eh si il photshop fa quello che voglio io. La Gio ha cominciato a sgridare il triangolo perché continua a rompere le scatole agli altri pesci. Ma non so se ha voglia di capire...