
Il nostro primo distributore di benzina

E' stato carino perdesi tra le stradine, i villaggi e campagne.
Questi sono gamberetti di fiume stesi al sole a seccare....una puzza!






Da notare i capelli del Joerg alla fine del giro.


Il nostro primo distributore di benzina

E' stato carino perdesi tra le stradine, i villaggi e campagne.
Questi sono gamberetti di fiume stesi al sole a seccare....una puzza!












Volevamo visitare il Bokor, un parco protetto che avevano visitato la Linda, Max e Michelle, per anche respirare un po' di aria fine a 1000m di altezza. Ma purtroppo era chiuso cosi' abbiamo optato per visitare i dintorni di Kampot, le piantagioni di pepe, delle grotte e la Rabit Island.
Queste sono le pepepiantine.

Abbiamo poi visitato le cave dove si nascondevano i khmer rossi dai bombardamenti. Avevano creato delle vere e proprie stanze dentro le roccie.
L'entrata di una stanza:
La guida ci faceva vedere le rassomiglianze della roccia a degli animali come un elefante, un coccodrillo, tartarughe, etc. Una leggenda dice che ci trovavamo nella pancia di un drago che aveva ingoiato questi animali. Devo dirlo alcuni si assomigliavano ma per altri dovevi veramente usare tutta la tua fantasia.
Vi lascio indovinare cosa potrebbe essere:
Poi in quattro e quatrotto una barca ci porta ad un ora dalla terra ferma su un resort fatto di bungalow costruiti sopra l'acqua. Non c'è nessuna isola o spiaggia.
Questo resort è stato concepito praticamente per soli subaquei. Tutto è organizzato alla perfezione, e come arriviamo, prima ancora che prendiamo possesso del nostro bungalow, ci buttano già in acqua per una prima immersione.

intorno era tutto un grande acquario, e dal balcone e dalle passerelle vedevi un sacco di pesci colorati, stelle marine e tartarughe. 


e una piccola murena...
Questa volta dormivamo ascoltando il rumore del mare e dei pesci che saltavano fuori dall'acqua facendo un gran baccano. Belisim.Non abbiamo foto subacque, non vi resta che guardare i documentari :)
Quasi dimenticavo abbiamo avuto anche una piccola sorpresa. Quando siamo usciti dall'acqua da un immersione i barcaioli dicevano che c'era una balena li' intorno. Vedere una balena, e lo squalo balena, sono uno dei mei sogni. Mi sono praticamente catapultata dentro la barca, non ho mai fatto la scaletta con tutta l'attrezzatura e i pesi cosi' velocemente senza un lamento. Il cuore mi batteva ed ero emozionatissima. Putroppo come ci siamo avvicinati, credo abbia sentito la barca, ha fatto il suo ultimo tuffo, ha alzato le sue pinne e si abissata senza piu tornare in superficie. Ero comunque felice per aver visto sto codone alzarsi quasi d'avanti ai miei occhi. Ecco il quasi e' tutto relativo, per me era vicino ma forse si trattavano di diversi chilometri. Spero un giorno di poter vedere il resto.
Non c'e' molto altro da dire, dal mare ritorniamo alla terra ferma e ci portano a Tawau da dove il giorno dopo prendiamo l'aereo per KL.
All'aeroporto di KL beviamo un caffe con la nostra ex-collega Karen e ci imbarchiamo nuovamente per Phnom Penh.
Di nuovo in Cambogia, di nuovo su un tuk tuk che attraversa le incasinate strade di Phnom Penh, ma con tanta nuova energia' e felicita' per aver trascorso la perfetta vacanza. Per la prima volta nella mia vita tutto e' andato liscio come l'olio, nessun mezzo di trasporto si e' rotto, non abbiamo girato ore per cercare un albergo, gli alloggi erano ben migliori di quanto ci aspettavamo, non abbiamo dovuto litigare con nessuno (correggo io non ho dovuto litigare con nessuno).Chiaramente questo incanto e' terminato una volta arrivati a casa....ma questo magari ve lo racconto dopo, voglio chiudere questo blog positivamente.


A 15 minuti dal resort, nella riserva si trova un centro di riabilitazione per gli oranghi rimasti orfani o malati. Dopo aver dato loro le cure vengono rilasciati nella riserva ma per chi non si sente ancora abbastanza indipendente hanno costruito delle postazioni nella foresta per dar loro latte e banane. Una postazione è raggiungibile dai visitatori che possono assistere così al banchetto degli Oranghi osservando con calma quelli che si pensa siano i nostri antenati. Non potevamo tornare a casa senza vedere un Orango così abbiamo fatto anche noi i paparazzi con altri forse 100 turisti con altrettante macchine fotografiche. Ma le schimmie non si sono fatte intimorire, le prime a gironzolare erano i macachi.







Queste sono le calze anti-sanguisughe (da notare che avevo già adottato anche il il fularino da mettere al collo):
Il panorama è suggestivo, la foresta è avvolta da un manto di nebbia che la rende misteriosa e ancora tutto addormentato.
La vegetazione è così fitta che è raro riuscire a vedere il suolo dai ponti. Ai primi raggi del sole tutto diventa di un verde brillante e i suoni cambiano leggermente, a parte quelli di una coppia russa che non ha smesso di parlare un attimo. Erò già come una pentola a pressiona pronta a scaricare di getto i miei pensieri, quando i due ci fanno notare un grosso orango che dormiva pacifico su una pianta sotto i nostri occhi (nemmeno la guida l'aveva notato), così li ho perdonati all'istante :)
A quanto pare è raro osservarli nella natura così da vicino, di solito fanno i nidi più in alto e vedi penzolare giù qualche gamba o braccio. Dormiva beato e non si lasciava mica svegliare dai versi che gli faceva la guida. Apriva un po gli occhi, ti guardava, cambiava magari un po posizione e poi si riaddormentava. Finchè il russo stufo di aspettare il risveglio anche perchè avremmo dovuto aspettare almeno fino alle 11.00, ha pensato bene di urlarli con il suo vocione in russo: svegliati!
Fattostà che è riuscito a svegliarlo e il povero animale ancora un pò confuso inizia a sgranchirsi, e dopo aver fatto una lunga pipi, una grattatina laggiù, inizia a fare colazione con buona linfa di albero. Ma il poverino è stato svegliato troppo presto così ogni 10 miniuti si riaddormenta li seduto con il pezzo di corteccia in mano. Darwin credo abbia ragione sull'evoluzione!Orango femmina con il oranghino (sopra)
La nostra guida che ci ha portato in giro per 3 giorni nella giungla dicendoci i nomi di ogni pianta, fungo e animale che si incontrava. Inoltre mentre noi annaspavamo per fare soli 300m di dislivello, lui fresco come una rosa ci raccontava delle tribu indigene.
Ed eccola la nostra guida...l'Ultimo Samurai....
Ma non c'era da temere, perchè Indi ci avrebbe difeso....
Ci ha raccontato che ancora oggi queste tribù usano le cerbottane per uccidere gli animali. Oggi il veleno usato per i darti viene da una rana ma in passato mescolavano la linfa 3 tipi di piante, difficile da trovare nella giugla, per ottenere un veleno potentissimo in grado di uccidere anche un elefante.
Un pò di foto della foresta e delle cascate:
Questa la volevo portare a casa, mi piaceva come pianta ornamentale, ma forse avrei avuto qualche problema alla dogana:

Questa è la strada che conduce al resort
...e così diventavano sempre le scarpe
Questo invece è il resort visto dall'alto.
Questo è un fungo che abbiamo visto di notte che diventa fluorescente.
Una specie di mille piedi velenoso visto anche nel giro notturno
Se c'erano le cicale che cantavano...c'erano anche le formiche che lavoravano, e dovevate vedere come lavoravano. Tutto ben organizzato, c'era chi portava il mangiare, chi no e presumo che fossero le sostenitrici morali, e chi faceva mantenere i ranghi, ferme ai lati.


Questo è un quiz: sapete dirmi cosa abbiamo fotografato ?
