venerdì 10 aprile 2009

Kampot e dintorni-parte 1

Per un motivo o per l'altro non vi abbiamo ancora raccontato le avventure dei visitatori di Natale, a parte i piccoli aneddoti sugli occhiali e la rete anti-zanzare del Dennis. Voglio recuperare ora per raccontarvi almeno della visita di Kampot e dintorni che anche per noi era la prima volta.

Kampot è una tranquilla cittadina a sud della Cambogia. Arriviamo alla Guesthouse tutti impolverati dopo 6 ore di viaggio. Vi chiederete se abbiamo preso una moto o una carrozza, invece era un comune bus che ci ha portato su un tratto di strada non asfaltato che ad ogni buco "imbarcava" un sacco di polvere. Inoltre e' stato lungo soprattutto perche' si fermava ogni volta che un cambogiano lo desiderata. In cambogia non ci sono fermate del bus.
Per rilassarsi in serata, Claudia, Pomina e Ivo si sono fatti fare un massaggio dai ciechi.

Doveva essere rilassante, invece ne sono usciti a pezzi.....

Volevamo visitare il Bokor, un parco protetto che avevano visitato la Linda, Max e Michelle, per anche respirare un po' di aria fine a 1000m di altezza. Ma purtroppo era chiuso cosi' abbiamo optato per visitare i dintorni di Kampot, le piantagioni di pepe, delle grotte e la Rabit Island.

Queste sono le pepepiantine.




Abbiamo poi visitato le cave dove si nascondevano i khmer rossi dai bombardamenti. Avevano creato delle vere e proprie stanze dentro le roccie.

L'entrata di una stanza:




La guida ci faceva vedere le rassomiglianze della roccia a degli animali come un elefante, un coccodrillo, tartarughe, etc. Una leggenda dice che ci trovavamo nella pancia di un drago che aveva ingoiato questi animali. Devo dirlo alcuni si assomigliavano ma per altri dovevi veramente usare tutta la tua fantasia.

Vi lascio indovinare cosa potrebbe essere:








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