
Dopo una ottima collazione a base di pane e Nutella, affrontiamo la spiaggia. Prima camminiamo per una lunga passeggiata.

Finita l’opera ci facciamo un giro in spiaggiaper poi fermarci al bar per un aperò…



Dopo una ottima collazione a base di pane e Nutella, affrontiamo la spiaggia. Prima camminiamo per una lunga passeggiata.

Finita l’opera ci facciamo un giro in spiaggia

e una veloce visita in spiaggia. Ci dicono poi che la loro barca non è utilizzabile, ma che ne hanno organizzata un’altra, quindi si parte. Chiaramente nel momento che saliamo sulla barca comincia ad alzarsi un forte vento e piovere. Nessun problema dice il capitano, tra 15 min si calma tutto e possiamo partire. Dopo un’ora , un buon tè caldo gentilmente offerto e tanto sballotollamento,
si decide di annullare, troppo pericoloso navigare ora, e rimandare la partenza al giorno dopo. Sono ca le tre del pomeriggio, ci cerchiamo un alberghetto e passiamo ancora dall’ufficio della Lazy per confermare. Scopriamo che invece di partire presto la mattina, si può andare solo attorno a mezzogiorno, perché aspettano altri clienti e fanno solo un viaggio al giorno. Intanto avevo smesso di piovere e si era calmato il vento. Perché non andare la adesso (intanto erano già le cinque)? Formiamo una cellula di crisi e davanti a un buon cafè, servito di cuore dalla sciura in pigiama,
valutiamo le diversi opzioni. Non c’è tanto tempo e bisogno decidere. Ok, andiamo, ma in fretta! Ritorna all’albergo, annulla le stanze, prendi le valige e di fretta al porto. Arriviamo, carichiamo la barca (la loro che intanto hanno messo a posto) e poi aspettiamo. Non si parte. Aspettiamo. Non si parte.

esce un sacco di gente da quella porta scorrevole ma non loro. Ma eccoli finalmente! Io sono pronto con la macchina fotografica ad immortalare le loro espressioni di gioia. Anch’io sono emozionato, forse troppo e non riesco a prendere una foto che si buona…
In ogni caso un bel momento di gioia, come le 3 settimane che seguono al loro soggiorno in Cambogia. I primi giorni sono dedicati alla città di Phnom Penh, poi partiamo tutti insieme per Sen Monorom nella provincia di Mondulkiri, sud-est della Cambogia. Abbiamo riservato per 4 notti dei bungalows in un ecoturismo (http://www.naturelodgecambodia.com/). Ci vogliono sette ore di macchina per arrivarci e abbiamo riservato un taxi solo per noi. Visto che eravamo in cinque, abbiamo chiesto se c’era abbastanza posto per tutti e ci era stato assicurato che la macchina era molto spaziosa. Non credere mai a queste cose, è sempre meglio controllare! Fatto sta che è arrivato un autista con la sua Toyota Camry di vecchia annata e suo fratello, quindi in totale sette persone. A me hanno gentilmente offerto il posto davanti, gli altri 4 hanno cercato di incastrarsi tra di loro nel sedile posteriore e i due cambogiani si sono arrangiati per conto loro: 
Durante il tragitto si vede la vera Cambogia, tanta campagna e piccoli paeselli. Interessante come sempre i diversi modi di trasporto:

Si avvicina l’ora di pranzo e noi non avevamo portato niente. L’autista ci propone un ristorante locale, ma non c’ispira. Decidiamo di comperare qualcosa al mercato, questi i resti del nostro pranzo:
Finalmente arriviamo al Natural lodge, un grande terreno, con tanto verde e animali liberi(cani, gatti, galline, cavalli, …)



Il prossimo giorno intraprendiamo un trekking con gli elefanti, un esperienza veramente eccezionale! Da queste parti gli elefanti vengono trattati con tanto rispetto e si istaura un profondo rapporto tra l’animale e l’uomo che lo guida. L'elefante e' il loro sostetamento e sanno che devono trattarlo bene, come l'auto per un taxista. Infatti anche il prezzo dell'elefante e' quasi come quello di un auto sui USD 10,000 pero' hanno una durata di vita decisamente maggiore se appunto non lo sfrutti troppo.
Partiamo presto la mattina e ci portano con la macchina al punto di partenza per il trekking, uno spiazzo con un paio di capanne di paglia dal quale esce fumo e galline. Le persone che gestiscono gli elefanti appartengono a una minoranza di quella zona, parlano la loro lingua (differente dal khmer). Arrivati sul posto nessun elefante in vista, ma poi sbucano dalla giungla, momento emozionante vedendo questi giganti buoni.
Possono stare 2 persone più guida per elefante. Ce ne aspettavamo quindi 3 di elefanti, invece erano 4, perché 2 sono inseparabili. Partiamo quindi per la giungla con destinazione una piccola cascata, che dovremmo raggiungere per l’ora di pranzo.
Scopriamo ben presto che gli elefanti hanno sempre fame e durante il tragitto, la proboscide è sempre alla ricerca di qualche pianta buona. Se poi trovano delle piante di bambù, tutto si ferma per gustarsi l’ottima foglia. Non conoscono barriere, se un albero intralcia la strada, l’elefante dolcemente spinge l’ostacolo da parte. Arrivati al fiume, portano gli elefanti a riposare, noi intanto facciamo il bagno e poi pranzo.

Le nostre guide sfruttano il momento per lavarsi e riposarsi anche loro.


Il ritorno è stato un po’ più lungo, penso che gli elefanti non avevano più tanto voglia e stavano ancora pensando al bagno nel fiume.
Felici della giornata ci godiamo la serata al Natural lodge.
Il prossimo giorno lo dedichiamo al riposo e alla visita del villaggio. Lasciamo parlare le immagini.






E’ il nostro ultimo giorno a Sen Monorom e abbiamo prenotato un trekking nella giungla. Anche questa volta si parte presto con la macchina, per raggiungere la nostra guida in un piccolo villaggio. Partiamo subito e ci incamminiamo lungo un sentiero. Il tempo non era dalle nostre parti e ben presto comincia a piovere. Per fortuna troviamo subito una piccola baracca per ripararci dalla breve pioggia.

Infatti ero io il donatore. Ripartiamo e scopro che ho donato una seconda volta…Sulla strada del ritorno ci fermiamo per gustarci una canna da zucchero fresca, che la guida ci ha preparato.

Prossima tappa è dalla nonne della guida, una vecchia signora che ogni giorni fa ancora avanti e indietro dai campi che hanno nella giungla.

Luca ha poi scoperto che anche lui ha donato sangue, anche lui due volte!
Tutto sommato è stata una bella escursione, malgrado pioggia e sanguisughe.Il giorno seguente si ritorna Phnom Penh, di nuovo sette ore di viaggio con il nostro amato autista e la sua Camry.


