sabato 1 agosto 2009

La provincia di Mondulkiri

Domenica 5 luglio, ore 9.00, aeroporto di Phnom Penh.

Stiamo aspettando l’arrivo di visite ticinesi: Lisa, Sara e Luca. L’attesa comincia a farsi lunga,

esce un sacco di gente da quella porta scorrevole ma non loro. Ma eccoli finalmente! Io sono pronto con la macchina fotografica ad immortalare le loro espressioni di gioia. Anch’io sono emozionato, forse troppo e non riesco a prendere una foto che si buona…

In ogni caso un bel momento di gioia, come le 3 settimane che seguono al loro soggiorno in Cambogia. I primi giorni sono dedicati alla città di Phnom Penh, poi partiamo tutti insieme per Sen Monorom nella provincia di Mondulkiri, sud-est della Cambogia. Abbiamo riservato per 4 notti dei bungalows in un ecoturismo (http://www.naturelodgecambodia.com/). Ci vogliono sette ore di macchina per arrivarci e abbiamo riservato un taxi solo per noi. Visto che eravamo in cinque, abbiamo chiesto se c’era abbastanza posto per tutti e ci era stato assicurato che la macchina era molto spaziosa. Non credere mai a queste cose, è sempre meglio controllare! Fatto sta che è arrivato un autista con la sua Toyota Camry di vecchia annata e suo fratello, quindi in totale sette persone. A me hanno gentilmente offerto il posto davanti, gli altri 4 hanno cercato di incastrarsi tra di loro nel sedile posteriore e i due cambogiani si sono arrangiati per conto loro:


Non so chi schiacciava il freno e chi l’acceleratore… per fortuna era automatica… Alla fine il fratello serviva solo per trovare la strada per andare fuori città ed è stato scaricato subito. La strada da percorrere è per buona parte in buone condizioni e in parte ancora in costruzione, ma non problematica.

Durante il tragitto si vede la vera Cambogia, tanta campagna e piccoli paeselli. Interessante come sempre i diversi modi di trasporto:


Si avvicina l’ora di pranzo e noi non avevamo portato niente. L’autista ci propone un ristorante locale, ma non c’ispira. Decidiamo di comperare qualcosa al mercato, questi i resti del nostro pranzo:

Finalmente arriviamo al Natural lodge, un grande terreno, con tanto verde e animali liberi(cani, gatti, galline, cavalli, …)



L’accoglienza è molto take it easy, gentili ma con calma. La padrona del posto è molto più presa a controllare (sottolineo controllare) i lavori per la nuova cucina che darci il benvenuto. Prendiamo possesso dei bungalow e mangiamo qual cosina. Ci consigliano di andare su un collina nelle vicinanze per vedere i tramonto, consiglio che seguiamo. Quindici minuti di cammino e siamo arrivati. Il tramonto è poi coperto da qualche nuvola, ma ci godiamo lo stesso il momento. E’ fresco da queste parti e c’è tanto verde, ci voleva proprio!


Il prossimo giorno intraprendiamo un trekking con gli elefanti, un esperienza veramente eccezionale! Da queste parti gli elefanti vengono trattati con tanto rispetto e si istaura un profondo rapporto tra l’animale e l’uomo che lo guida. L'elefante e' il loro sostetamento e sanno che devono trattarlo bene, come l'auto per un taxista. Infatti anche il prezzo dell'elefante e' quasi come quello di un auto sui USD 10,000 pero' hanno una durata di vita decisamente maggiore se appunto non lo sfrutti troppo.

Partiamo presto la mattina e ci portano con la macchina al punto di partenza per il trekking, uno spiazzo con un paio di capanne di paglia dal quale esce fumo e galline. Le persone che gestiscono gli elefanti appartengono a una minoranza di quella zona, parlano la loro lingua (differente dal khmer). Arrivati sul posto nessun elefante in vista, ma poi sbucano dalla giungla, momento emozionante vedendo questi giganti buoni.

Possono stare 2 persone più guida per elefante. Ce ne aspettavamo quindi 3 di elefanti, invece erano 4, perché 2 sono inseparabili. Partiamo quindi per la giungla con destinazione una piccola cascata, che dovremmo raggiungere per l’ora di pranzo.
Scopriamo ben presto che gli elefanti hanno sempre fame e durante il tragitto, la proboscide è sempre alla ricerca di qualche pianta buona. Se poi trovano delle piante di bambù, tutto si ferma per gustarsi l’ottima foglia. Non conoscono barriere, se un albero intralcia la strada, l’elefante dolcemente spinge l’ostacolo da parte. Arrivati al fiume, portano gli elefanti a riposare, noi intanto facciamo il bagno e poi pranzo.

Le nostre guide sfruttano il momento per lavarsi e riposarsi anche loro.

Prima di partire, portano gli elefanti al fiume e gli fanno il bagnetto, cosa che credo hanno apprezzato molto.

Il ritorno è stato un po’ più lungo, penso che gli elefanti non avevano più tanto voglia e stavano ancora pensando al bagno nel fiume.
Felici della giornata ci godiamo la serata al Natural lodge.
Il prossimo giorno lo dedichiamo al riposo e alla visita del villaggio. Lasciamo parlare le immagini.






E’ il nostro ultimo giorno a Sen Monorom e abbiamo prenotato un trekking nella giungla. Anche questa volta si parte presto con la macchina, per raggiungere la nostra guida in un piccolo villaggio. Partiamo subito e ci incamminiamo lungo un sentiero. Il tempo non era dalle nostre parti e ben presto comincia a piovere. Per fortuna troviamo subito una piccola baracca per ripararci dalla breve pioggia.

Anche questa volta il nostro obbiettivo era una cascata per fare il bagno, ma visto la pioggia era un po’ pericoloso. Il sentiero si fa sempre più fitto e ripido, ogni tanto si scivola, ogni tanto si mettono i piedi nell’acqua e le sanguisughe non mancano. Diciamo che la guida ci ha avvertito quando la prima era sul suo dittone… In queste situazioni non ci resta che continuare. Per pranzo ci fermiamo in una casettina di un contadino. Luca scopre per terra una sanguisuga, un po’ cicciottella e deduciamo che ha fatto il pieno da qualcuno da noi.

Infatti ero io il donatore. Ripartiamo e scopro che ho donato una seconda volta…Sulla strada del ritorno ci fermiamo per gustarci una canna da zucchero fresca, che la guida ci ha preparato.

Prossima tappa è dalla nonne della guida, una vecchia signora che ogni giorni fa ancora avanti e indietro dai campi che hanno nella giungla.

Ritorniamo al punto di partenza, nel villaggio della guida, dove ci aspetta la macchina del Natural lodge. Non vedevamo l’ora di una bella doccia e vestiti puliti.

Luca ha poi scoperto che anche lui ha donato sangue, anche lui due volte!

Tutto sommato è stata una bella escursione, malgrado pioggia e sanguisughe.Il giorno seguente si ritorna Phnom Penh, di nuovo sette ore di viaggio con il nostro amato autista e la sua Camry.

1 commento:

elda ha detto...

che ....ti sei seduto sulla cioccolata svizzera????