domenica 2 agosto 2009

Come arrivare alla Lazy Beach

Dopo le avventure di Mondulkiri e Siem Reap, ecco i nostri viaggiatori ripartire per il Sud per trascorre qualche giorno al mare. Mi aggrego a loro e partiamo la mattina con il bus per Sihnoukville. Dopo 4 ore di viaggio e gli stessi film (Mr. Bean in vancanza e Titanic) che loro hanno visto il giorno prima venendo da Siem Reap, c’è la solita lotta di trattare un mezzo di trasporto (Tuk Tuk o taxi) per portarci in spiaggia. In questi casi addotto la strategia dell’un dollaro a persona, qualcuno prima o poi accetta. E’ cosi che un taxi ci porta all’ufficio della nostra destinazione finale, la Lazy Beach (www.lazybeachcambodia.com), un spiaggia isolata con qualche semplice bungalow in legno sull’isola di Koh Rong Saloem. Veniamo subito a sapere che la barca ha problemi e c’è un po’ di ritardo. Nessuno problema, c’è giusto il tempo per farsi una ritocatina ai capelli (Luca)

e una veloce visita in spiaggia. Ci dicono poi che la loro barca non è utilizzabile, ma che ne hanno organizzata un’altra, quindi si parte. Chiaramente nel momento che saliamo sulla barca comincia ad alzarsi un forte vento e piovere. Nessun problema dice il capitano, tra 15 min si calma tutto e possiamo partire. Dopo un’ora , un buon tè caldo gentilmente offerto e tanto sballotollamento,
si decide di annullare, troppo pericoloso navigare ora, e rimandare la partenza al giorno dopo. Sono ca le tre del pomeriggio, ci cerchiamo un alberghetto e passiamo ancora dall’ufficio della Lazy per confermare. Scopriamo che invece di partire presto la mattina, si può andare solo attorno a mezzogiorno, perché aspettano altri clienti e fanno solo un viaggio al giorno. Intanto avevo smesso di piovere e si era calmato il vento. Perché non andare la adesso (intanto erano già le cinque)? Formiamo una cellula di crisi e davanti a un buon cafè, servito di cuore dalla sciura in pigiama,
valutiamo le diversi opzioni. Non c’è tanto tempo e bisogno decidere. Ok, andiamo, ma in fretta! Ritorna all’albergo, annulla le stanze, prendi le valige e di fretta al porto. Arriviamo, carichiamo la barca (la loro che intanto hanno messo a posto) e poi aspettiamo. Non si parte. Aspettiamo. Non si parte.

Con tutto l’impegno che ci abbiamo messo a fare le cose in fretta… Chiediamo e ci dicono che stiamo aspettando le quattro persone che già dovevano venire al primo tentativo di andare sull’isola. Loro erano già piazzati in spiaggia e in modalità festa. Finalmente verso le 19 di sera si parte, al calare del sole…

Ci aspettano 2 ore di navigazione… Ce la faremo? Appena partiti, dal vano motore comincia uscire fumo bianco. Spengono il motore e ci calmano dicendo che è normale, visto che hanno appena fatto dei lavori. Pochi istanti dopo ripartiamo in direzione dell’isola di Koh Rong Saloem.



C’è sempre meno luce diurna e si fa sempre più fatica a vedere l’isola. Ci abitano solo pochi cambogiani e l’elettricità non c’é. Quelle poche luci che riusciamo a vedere sono quelle delle barche dei pescatori. A un certo momento spengono la luce sulla nostra barca. Che succede? Un altro problema? Nessuno reagisce e la nostra navigazione continua. Una volta che i nostri occhi si sono abituati alla visione notturna, scopriamo nelle schiuma delle onde che la barca crea, spuntano tanti puntini fluorescenti, come tante lucciole. Si tratto di plancton che con l’agitazione dell’acqua si illumina. Uno spettacolo che ci allieva un po’ il viaggio.



Finalmente dopo 2 ore di navigazione, terra in vista! O meglio una pila che ci fa segno dalla spiaggia… Non c’è un pontile per attraccare e la barca non arriva proprio fino in spiaggia. Dobbiamo saltare in acqua e camminare fino alla terra ferma. A me l’acqua arrivava sopra la pancia, pensate gli altri... In più ognuno si portava la sua valigia/borsa.

In spiaggia ci accoglie Richard il proprietario della Lazy Beach, un inglese che ha messo in piedi il tutto circa due anni fa. Un tipo molto simpatico e gentile. Non vediamo niente sulla spiaggia, nessuna luce o abitazione. Ma dove sono i bungalows e il ristorante? Dall’altra parte dell’isola! Ah! Visto le brutte condizioni del mare, era pericoloso attraccare direttamente alla Lazy e dall’lato opposto dell’isola era più calmo e protetto. Richard ci rassicura, sono solo 20 min di camino su un sentiero ben marcato attraverso la giungla. Giungla? Ancora sanguisughe e ragni? Abbiamo scelta? Ci incamminiamo, ognuno con la sua pila e in fila indiana.Dopo ca 30 min finalmente arriviamo, niente sanguisughe e niente ragni, solo un formicaio con formiche giganti…

Il primo obbiettivo dopo aver preso possesso del bungalow, è il ristorante. Lo stomaco brontolava già da parecchio tempo ed erano già le 21.30. Richard ci offre un paio di birrette, raccontandoci che l’ultima volta che ha dovuta fare l’attraversata dell’isola per via delle brutte condizioni è stato un anno fa. Mangiamo, chiacchieriamo un po’ e poi a nanna!

Tutto sommato è stato una bella avventura, anche se dal racconto sembra un po’ più drammatico… In ogni caso è valsa la pena arrivare all’isola…



continua...

1 commento:

Anonimo ha detto...

Figo! quasi quasi che mi faccio anch'io il viaggio fino alla Lazy Beach... sembra carino...
ciao ragazzi!! speriamo tutto bene da voi.. saluti dalla Thai