mercoledì 23 aprile 2008

La città

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Phnom Penh non è una città molto grande , ca. 2'000'000 di abitanti, molti dei quali vivono ancora in semi-bidonville. Non esiste un vero e proprio centro, una piazza, (con una chiesa magari) come sono costruite la maggior parte delle città europee. Le strade sembrano tutte uguali, inizialmente, poi scopri in mezzo a case costruite con materiali che sembrano di scarto, rappezzate con lamiere, delle villette in stile coloniale francese . Non tutte le strade sono ancora asfaltate eppure si vedono i cantieri dei primi grattacieli. I moderni palazzi e le ville coloniali appartartengono ai cinesi o ai ministri del governo.

Ho capito che, ciò che mi ha affascinato di questa città già dalla prima volta, l’anno scorso, è la vita e la popolazione stessa. E’ divertente osservare i loro movimenti, quello che riescono a vendere ed a riciclare. E’ una città viva, è come vedere un formicaio con tutte le formiche affaccendate, a portare una enorme (per loro) briciola di pane. Così vedo i cittadini, trasportare qualsiasi cosa, dalla famiglia, ai polli, ai materassi, ai raccolti, ecc, sulle loro motorette. Ops, mi dispiace di aver magari rovinato l’immagine romantica dell’Asia, ma le biciclette non si usano più! Poi ci sono i tuk tuk praticamente i taxi della città, un carretto con delle banchine per 4 persone, trainato da una motocicletta.
Ci sono anche le moto taxi ma sono decisamente più pericolose. Infatti qui il traffico è deleterio, sembra che non esiste città più disastrata da questo punto di vista. Come dice mio zio, imparano a leggere e scrivere una lingua così difficile e poi non riescono ad imparare le regole base della circolazione! Non esiste un senso di marcia, se ti immetti su una strada anche principale da una laterale puoi praticamente svoltare andando in contromano per poi spostarti sulla tua carreggiata strombazzando. Certo, il clacson è diventato uno strumento musicale ! Si suona per avvisare che stai arrivando in contromano, oppure suoni per avvisare chi potrebbe venire in contromano. Credo inoltre che molti cambogiani siano daltonici, poverini, perché non distinguono bene il rosso dal verde. La regola della circolazione più seguita è quella del più forte, cioè prima passa la macchina grossa (Lexus), poi le moto e alla fine i pedoni. Infatti di pedoni ne vedi pochi come poche sono le strisce pedonali e i marciapiedi. Altri mezzi di trasporto non esistono, no tram, no bus e no auto taxi.

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