sabato 30 agosto 2008

..rien phisaa Khmae (studiano il Khmer)

Da un paio di mesi abbiamo iniziato a prendere lezioni di Khmer (la lingua cambogiana). Non è necessario, nel nostro ufficio si parla solo inglese e bene o male anche nei mercati ci si fa capire, ma volevamo provare a comunicare, poter avere piu contatti con la gente del posto.

Facciamo lezione in una scuola vicino a casa nostra, per 3 volte alla settimana, dalle 7 alle 8 di mattina. Quindi potete immaginare il mio stato! La nostra “aula” si trovava nel sotto tetto all’aperto e il nostro insegnante un ragazzino che parla a mala pena inglese.

Siccome non eravamo intenzionati ad imparare a scrivere vista la complessità dell’alfabeto tipo sanscrito abbiamo trovato questa scuola che aveva creato apposta un libro per imparare a parlarlo. Infatti hanno sviluppato un alfabeto fonetico per aiutarci a pronunciare i suoni, cosa molto difficile visto che il khmer ha piu di 20 vocali (vorrei solo sottolineare il fatto che noi ne abbiamo solo 5!). Praticamente hanno la “a” secca o la “aaaaa” lunga, uguale per la “e” e la “o”. Poi ci sono le “ae” che sono un po “a” con un accenno di “e” alla fine. E cosi via che alla fine diventano 20.

Infatti ho letto che è una lingua tonale, in cui la variazione di tono di una stesa sillaba ne determina il significato. Uguale al cinese mandarino. Vi giuro che la differenza di tono sono impossibili da sentire e da pronunciare. Esempio: Ankor è il nome del famoso tempio, Ankor Wat, se pronunciato più aperto, significa ONG (organizzazione non governativa), con un tono un po’ piu basso, significa riso cotto.

Comandare un caffè può diventare un vero incubo. Per esempio se vuoi lo zucchero, devi chiedere dello “skaa”, ma se viene detto leggermente diverso con un accenno di o, diventa battere il tamburo. Invece se vuoi il latte dovresti dire una parola impronunciabile la quale significa “acqua che viene dalle mammelle della mucca”. Logico no? Per fortuna bevo solo caffe liscio.
Non solo le parole sono quasi uguali ma a volte le stesse a dipendenza della posizione che occupano nella frase cambiano di significato. Non è l’unica lingua, ma qui si parla di estremi, si passa da un verbo ad un nome o ad una preposizione. Faccio un esempio, nɨw, che si pronuncia tipo “neu”, significa vivere ma puo anche significare “a” (at in inglese).

Ma passiamo alla grammatica, da una parte sembra facile perché non esistono articoli e coniugazioni, quindi si parla tipo cosi: io andare casa. Ma il resto è un casino, nel senso che non abbiamo ancora capito bene se esistono regole grammaticali, anche perché il libro che il maestro non sono un granché. Ogni tanto i verbi sono all’inizio ed ogni tanto alla fine.

Esempio di costruzione grammaticale:
Look niw kroŋ phnum-piñ baan ponmaan cnam haǝy? (ho copiato le parole dal libro con il loro alfabeto fonetico)

Tradotto letteralmente:
Signore vivere citta Phnom Penh anni quanti?

La parola ponmaan se usata da sola significa “così” se ci aggiungete “haǝy” alla fine significa da quanto, se ci aggiungi thlay all’inizio significa quanto costa?

Quindi stiamo cercando di memorizzare le frasi intere sperando che le risposte che ti danno al mercato siano le medesime di quelle scritte sul libro. Cosa che chiaramente non succede mai! Una volta al mercato russo ho voluto fare la gradassa e azzardare le prime frasi imparate chiedendo quanto costavano le tazzine del caffe. La tipa mi ha dato il prezzo e questo l’ho capito ma poi è andata avanti a parlare non capendoci un h e ho dovuto chiedere di ripetere in inglese.

Un’altra simpatica particolarità. Qui si chiama le persone fratelli o sorelle anche gli sconosciuti (quasi come da noi Ziuu) differenziando però, molto importante, se è più vecchio o piu giovane. In poche parole se incontri una ragazza piu giovane di te ti senti apostrofare: “Vecchia sorella, …. “. Non è bello! Le cose si complicano con le parentele, baan-cii-doun-muǝy-proh significa il più vecchio maschio del primo cugino. AAAAhhh ma io non riesco nemmeno a ricordare la differenza tra cognato, nuora, ecc. (suocera pero’ me lo ricordo bene). Ma poi come fai a saperlo se è piu giovane o no?

Quindi devo purtroppo affermare che dopo due mesi il risultato è molto deludente, ammetto che l’applicazione degli studenti non è stata eccezionale. Così al momento ci siamo presti una pausa riflessiva, magari riprendiamo con un nuovo maestro, chissà se ci andrà meglio.

3 commenti:

ro ha detto...

non siete voi, è colpa del maestro...si sa, è sempre colpa dei maestri
Pat e Ro
p.s. maestri lettori del blog esclusi, ovviamente ;-)

Anonimo ha detto...

Ciao a Giovanna e Jörg.
Perche secondo voi le difficoltà fonetiche ci sono solo per il Khmer????

Anche in italiano se dico Bas intendo piccolo e nessuno capisce che sto cercando il Jörg, viceversa se dico a un nano te se Baas, sicuramente si sentirà preso per il culo visto che Jörg sfiora gli stipiti delle porte.
Anche per Giovanna d'altronde se dico Taami(nel senso di ta ami) rischiate un pugno in mezzo alle orecchie da parte di Jörg e se invece dite Tami secco, o siete rozzi con la vostra/o compagna/o o veramente non sapete dove sia Giovanna.
QUINDI STUDIATE INVECE DI LAMENTARVI!!!

Ma é vero che vi siete accordati su quante "A" usare per i vostri cognomi prima di sposarvi???

ro ha detto...

muahahahaha!! cug, che ridere!